Scrivere a mano aiuta a pensare meglio, ad apprendere meglio, a vivere meglio

Scrivere a mano e fare calligrafia sono attività diverse, che coinvolgono anche sfere diverse del cervello. La calligrafia richiede tempo, perseveranza; è l’opposto della velocità, caratteristica che spesso caratterizza la scrittura a mano libera. Se è vero che la calligrafia è anche scrittura a mano, si scrive a mano ogni giorno senza per questo fare calligrafia.
Tuttavia lo scrivere a mano porta con sé una serie lunghissima di benefici e il farlo, a lungo andare, dona dei vantaggi psicofisici, di apprendimento e formazione in chiunque; nei più piccoli soprattutto.

Scrivere a mano è faticoso: tra l’omero e il polso ci sono quasi 30 ossa che devono coordinarsi tra loro per ottenere un buon risultato. Scrivere a mano è darsi una disciplina, eseguire un ordine, rispettare una regola. Gli strumenti non fanno la differenza, in questo processo. Forse anche per questo, negli ultimi anni, abbiamo assistito più o meno inerti alla progressiva sostituzione della scrittura a mano con l’anonima scrittura digitale.
Ma poi, dopo anni di decadenza, l’abuso di tecnologia ha finito per spingere molta gente a desiderare un ritorno alla scrittura a mano, al segno tracciato a penna, al recupero di un gesto così naturale e complesso allo stesso tempo che ha scoperto di aver dimenticato.

Scrivere a mano vs scrivere al computer

A scanso di equivoci, chi sta scrivendo questo pezzo lo sta facendo su di una tastiera QWERTY di fronte a un monitor; attività comune alla maggior parte delle operazioni che compongono il mio lavoro principale, che ha a che fare con web design, web marketing e comunicazione. La mia passione per la calligrafia non è però stata mai intaccata dalle attività professionali che svolgo, anzi, nel mio caso la comunicazione digitale ha finito per mettersi al sevizio di quella calligrafica. Non ho faticato molto a capire che in casi specifici, come questo, digitale e analogico possono procedere entro una certa misura in parallelo, se si ha l’intelligenza e la volontà di far dialogare i due mondi in un agire maieutico. E a dirla tutta, questo articolo è stato scritto a mano, con la penna sulla carta, prima di essere ricopiato nel formato in cui lo state leggendo. Lo so che lo sapevate già.

Mi sono imbattuto, tra i tanti contenuti che trattano l’argomento, in una bella infografica del sito GetVoip sul come scrivere a mano renda più intelligenti e produttivi. La bibliografia citata da questa società di consulenza di New York era particolarmente ricca – da Nielsen al Guardian al NYtimes a Fortune – così ho dedicato qualche minuto ad approfondire il tema, già da tempo e a ragione sulla bocca di molti. Una breve ricerca su un qualsiasi motore partorisce, anche in italiano, centinaia di voci che sostengono lo stesso concetto: scrivere a mano porta vantaggi psicologici e benefici psicofisici. Chi volesse saperne di più può trascorrere qualche bella ora nella lettura delle fonti che trattano l’argomento e per chi volesse davvero conoscere a fondo la questione ci sono decine di ottimi saggi pedagogici, grafologici, psicologici e scientifici in materia.

Scrivere a mano – tra i tanti vantaggi e benefici – favorisce l’apprendimento e aiuta a tenere a mente informazioni più a lungo, ogni studente può aver sperimentato sulla sua pelle quanto sia vero. Aiuta a concentrarci sul focus, la scrittura a mano, a differenza della tastiera o di internet. E la velocità di scrittura? Vero, sulla tastiera normalmente si è più rapidi (l’infografica parla di 33 parole al minuto delle typed notes contro le 22 dell’handwritten), ma non si catturano le informazioni importanti come sulla carta.
Inoltre, scrivere a mano aiuta la creatività – le lettere non sono solo strumenti di trasmissione del messaggio, chi conosce e pratica la calligrafia lo sa bene – e permette di riordinare le idee in base a criteri personali, cromatici, spaziali, che definiscono e si lasciano definire dalla nostra personalità.

Su quanto sia benefico per i bambini imparare a scrivere a mano, e possibilmente farlo bene, l’hanno dimostrato molte ricerche universitarie importanti: la più nota, americana, condotta su bambini di tre e cinque anni ha messo in evidenza che chi impara a scrivere a mano ricorda meglio l’orientamento delle lettere, e la risonanza magnetica sui bambini che avevano appreso l’alfabeto scrivendo a mano dimostrava l’organizzazione di un’attività cerebrale già simile a quella di un adulto.

scrivere a mano
La calligrafa Barbara Calzolari mentre scrive a mano (anche nella foto in apertura)

Calligrafia non è solo scrivere a mano, ma qualcosa di più

Se poi, dallo scrivere a mano si voglia fare il salto verso la calligrafia, consigli da darne ce ne sono a volontà ed è bene non smettere mai di cercarne di nuovi, dentro e fuori di noi. Una riflessione sulla calligrafia a scuola e un corso di calligrafia i primi passi da muovere. Disciplina e costanza sono alla base dell’apprendimento calligrafico: cercate di scrivere, anche poco, ogni giorno. Non perdete occasione per farlo, rinunciate se potete a qualche app e prendete un appunto in più a mano. Lasciare carta e penna in tasca può essere uno stimolo a trovare una valida e veloce alternativa alle – ammettiamolo, odiose – tastierine QWERTY degli smartphone.

Scrivere a mano è un piacere, non dimenticatelo. Nello scrivere, cercate la bellezza delle forme, troverete armonia anche in voi. Dosate pieni e vuoti, pesate l’importanza di entrambi in ogni tratto; allineate respiro e movimenti. Basta iniziare per capire quanto sia difficile fermarsi, ma se vivete la calligrafia come un esercizio da praticare con fatica, sconforto o disagio lasciate la penna e dedicatevi ad altro per un po’. Scrivete per voi, curatevi poco di quello che fanno gli altri. L’atteggiamento deve essere positivo, la calligrafia è un divertimento da prendere seriamente. Ma soprattutto, imparare a scrivere, o reimparare a farlo, è un buon inizio di un percorso anche per vivere meglio che ognuno saprà come declinare, se dalle lettere si cerca una risposta, se nelle lettere si infonde una voce, se con le lettere si esprime un’intenzione.