Le noci di galla ho iniziato a conoscerle e studiarle qualche anno fa, quando la curiosità – e la necessità di ridurre costosi ordini da USA e altri stati extracomunitari – mi ha spinto a sperimentare un inchiostro ferrogallico fatto in casa, con le mie mani e prodotti a km zero.

Le cose, da allora, sono andate bene, la storia s’è evoluta e anche il prodotto – dopo tanti tentativi e molti fallimenti – ha incontrato l’apprezzamento di qualche buona mano. Da Michael Sull a Barbara Calzolari. Ho aperto un piccolo shop su etsy e, un po’ lì un po’ altrove, i miei inchiostri – nelle versioni a base d’acqua o di vino – sono stati venduti più di un centinaio di volte. Il che significa litri e litri di produzione, dai quali ogni volta ho imparato qualcosa e ogni volta ho migliorato qualcos’altro.

E con questo, le noci di galla che c’entrano?

C’è chi le confonde con le ghiande, chi pensa siano frutti, chi non le ha mai viste e chi non ne ha nemmeno mai sentito parlare. Non tutti hanno la (s)fortuna di vivere in montagna o in zone rurali adatte ad ospitare questi vegetali, ecco perché ho iniziato a portare alcune galle con me durante le rievocazioni storiche che frequento con il mio scriptorium. La maggior parte del pubblico non ha mai visto nulla del genere, e ovviamente non sa a cosa servano queste galle. Tantomeno immagina ci si possa fare dell’inchiostro, e che inchiostro.

Le noci di galla sono generalmente ricche di tannini, che sono stati usati nei secoli nella concia delle pelli, nell’arte tintoria, in medicina come astringenti e – questo ci interessa – per ricavare inchiostri. Nel mio ferrogallico, come in ogni inchiostro ferrogallico che voglia chiamarsi tale, le noci di galla sono l’ingrediente principale della ricetta, dal medioevo almeno ad oggi.

I tannini di cui le galle di quercia sono più o meno ricche, a seconda delle variabili ambientali, vengono fatti reagire con del solfato ferroso e la magia è fatta (non basta solo questo a fare l’inchiostro, ma è stato questo il passaggio che mi ha stregato quella prima volta).

Noci di galla, insetti e inchiostri

Una galla (o bugalla, o cecidio) è, scientificamente parlando, una proliferazione di cellule escrescente, di forma più o meno sferica, di varie dimensioni. La galla si forma su foglie, tronco, rami e radici dei vegetali – nel nostro caso di genere quercia – ed è dovuta perlopiù a un piccolo insetto (un cipinide) che deposita le uova nel tessuto vegetale. La noce di galla cresce poi attorno alla larva, la nutre, e una volta sviluppata, questa scava una galleria per volare via attraverso un buchetto.

Proprio grazie a questi piccoli insetti, dell’ordine degli imenotteri (dall’aspetto di piccole vespette scure), essendo stato il ferrogallico l’inchiostro per eccellenza fino alla nascita della stampa, il sapere si è tramandato nei secoli in una forma più robusta di quella orale e ancora oggi ci viene raccontato dagli archivi storici.

Solo un inchiostro tenace, resistente a luce, sole, umidità, acqua addirittura come il ferrogallico – prodotto a base di galle di quercia, solventi, solfati e collanti – poteva garantire la persistenza della cultura e la sua trasmissione attraverso i secoli. Così è stato.

galle di quercia

Più galle per tutti (ma non dovunque)

Ho trascorso qualche giorno nel nordest, sul finire di questo mite inverno. Pianura padana, Laguna, Dolomiti. Da ragazzo, non appena riuscivo a fuggire dal natio borgo selvaggio, i miei occhi cercavano i lungolinea, il cemento, l’archeologia industriale meglio se variopinta. Oggi, anche senza volerlo, i miei occhi cercano querce in ogni dove.

Ma in Veneto non ne ho viste molte, dove sono passato. Le ho cercate, in giro, ma meglio di qualche leccio nei giardini botanici non ho trovato. Non mi è andata meglio, a sudest del Po, in pianura. Né tantomeno in città, dove gli spazi verdi sono una rarità.

Nemmeno dalle mie parti, comunque, le noci di galla si trovano ovunque, ogni giorno; non si trovano al mercato (e nemmeno troppo facilmente online). Però, qua sugli Appennini, dove vivo, negli anni ho avuto modo di scoprire, mappare e alleggerire le querce preferite da questi cipinidi. E in questi anni di ricerca ho anche raccolto molte più galle di quante me ne siano servite per cucinare il mio inchiostro ferrogallico.

Ok, ma perché tutta questa storia sulle noci di galla?

Perché voglio farvi divertire con le galle

Ho deciso quindi di cedere le noci di galla che ho in più. Sono molte, chilogrammi di noci di galla. Raccolgo quasi tutte le settimane. Vendo l’esubero, sul mio shop etsy ovviamente, al netto di quanto periodicamente lascio a macerare per il ferrogallico. Non sono galle di serie B, sono le medesime che uso io, tratte dalle medesime raccolte, ma in avanzo (non riesco ad usarle tutte, la mia è una produzione fatta a casa dalle sole mie mani).

Si tratta di noci di galla di quercia, raccolte a mano personalmente, una a una, nel 2018 e nel 2019 da piante situate sull’Appennino centrale (Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo), ad un’altezza sul livello del mare compresa tra i 300 e i 900 metri. Galle cresciute spontaneamente su querce di diversa specie (cerro, rovere, roverella, farnia), in seguito alla deposizione di uova sui rami di insetti imenotteri cipinidi (soprattutto Cynips kollari e Cynips quercus-tozae). Questa varietà di specie di cipinide, responsabile della formazione della galla, determina la differenza di forma, aspetto, consistenza e colore del cicidio.

Se avete difficoltà a reperire le noci di galla sul vostro territorio, ve le fornisco in confezioni da 100g, pronte per essere macerate e iniziare il processo che vi porterà ad ottenere il vostro ferrogallico. Non seleziono specie né località di raccolta né quercia di provenienza, conservo tutto assieme, mi piace l’idea di un inchiostro meticcio, forte di contaminazioni, ricco del meglio della sintesi di qualità diverse. Selezionare una specie non è mai una buona idea, ci ha insegnato l’ultimo Secolo, nonostante grandi democrazie occidentali stentino a capirlo.

Le galle sono disponibili sul mio shop ETSY.

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Una ricetta per fare inchiostro ferrogallico con le vostre galle

Chiaro che vi dico anche come usarle, queste galle di quercia, per realizzare un buon inchiostro ferrogallico. Ma dobbiamo partire dal fatto che ogni noce di galla è diversa da ogni altra e, soprattutto, non possiamo sapere che percentuale di acido tannico e acido gallico c’è in ogni noce. Il ferrogallico nasce infatti dal complesso di pirogallato ferrico ottenuto dalla reazione tra l’acido gallico e il solfato ferroso. In commercio si trova anche acido tannico idrosolubile già pronto da utilizzare, per chi ambisca alla perfezione chimica e non voglia perdere tempo in processi empirici, ma credo che con queste soluzioni muoia un po’ della poesia che mi spinse tra i boschi e sopra i fornelli, anni fa, per realizzare un liquido che – per quanto imperfetto – fosse fatto con le mie mani dalla raccolta all’etichetta.

noci di galla

Un appunto sul ferrogallico, e sugli inchiostri artigianali, da non dimenticare se vorrete farne di vostri

Ogni inchiostro è diverso, se di inchiostro naturale parliamo. Perché la natura non è mai uguale: possiamo calcolare quantità e proporzioni, ma la natura non calcola proprio un bel niente. Ci sono centinaia, se non migliaia, di ricette per realizzare inchiostro ferrogallico, nella letteratura che dal medioevo ad oggi si è accumulata negli archivi e nelle biblioteche (e ovviamente, ora, anche online). Tuttavia, trattandosi di inchiostri naturali, e nel nostro caso fatti a mano, la resa del prodotto, ossia il tono e le caratteristiche dell’inchiostro, non saranno mai identici; nemmeno seguendo la medesima ricetta, nemmeno utilizzando i medesimi ingredienti del medesimo habitat.
È la natura, non possiamo farci nulla. Ed è giusto che sia così.

Poi, chiunque studi e pratichi calligrafia con onestà sa bene che non esiste l’inchiostro perfetto per ogni situazione. Il risultato di ogni nostra scrittura è il frutto della combinazione di molti fattori: umidità e temperatura dell’ambiente, assorbenza, grammatura, grana, impasto e collatura della carta, flessibilità e capacità del pennino, fasi lunari addirittura, per dirne solo alcuni e limitarsi a quelli esterni all’inchiostro.
Ogni volta che ci sediamo a scrivere dobbiamo prendere in considerazione quanti elementi concorrono a rendere speciale ciò che stiamo facendo; è per questo che possono essere necessarie anche ore, in una determinata situazione, a trovare l’equilibrio perfetto tra materiali e strumenti di scrittura.

Inchiostro ferrogallico e calligrafia

Ecco quindi una ricetta, che dopo svariati tentativi ho valutato buona, buona per le condizioni in cui lavoro io, quindi buona per i miei ingredienti, i miei mezzi, i miei strumenti e i materiali con cui poi realizzo calligrafia con il mio ferrogallico. Ne eseguo varianti dal 2017, di questa ricetta, sintetizzata da molte fonti bibliografiche medievali e rinascimentali. In virtù di quanto detto sopra, questa è solo una delle possibili ricette per realizzare inchiostro con noci di galla, ma ve la suggerisco per la sua semplicità ed efficacia con le galle di quercia che fornisco.

Ricetta dell’inchiostro a base di noci di galla
  • Tritare grossolanamente 100g di noci di galla e lasciarle macerare in 1,5l di acqua demineralizzata per cinque giorni e cinque notti.
  • Bollire il tutto fino a ridurlo a un terzo del suo volume iniziale. Filtrare e versare nel liquido 50g di solfato di ferro. Mescolare e versare poi nel liquido ancora caldo 30g di gomma arabica. Mescolare ancora, bene e a lungo. Lasciar riposare per tre giorni e tre notti.
  • Effettuare una seconda bollitura del prodotto, versare un cucchiaino di zucchero e un pizzico di sale; aspettare che si freddi e imbottigliare in vetro. Conservare chiuso e al buio.

Consiglio di sperimentare più possibile: sperimentare ricette, sperimentare combinazioni, sperimentare strumenti e supporti. Non esistono soluzioni universali nella produzione di inchiostri artigianali naturali (come nella calligrafia), ognuno troverà la sua strada e quella sarà solo, insindacabilmente, sua.
Buon divertimento.

Le galle di quercia le trovate sul mio shop ETSY.

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