Le lettere scritte a mano non risentono di crisi né quarantene. Anzi, proprio in momenti di difficoltà come quelli che abbiamo vissuto, posti di fronte a estenuanti e sfinenti videochat o video chiamate o riunioni dietro i monitor e, comunque, a relazioni mediate da una camera e un monitor o un display, abbiamo riscoperto il piacere di scrivere emozioni a qualcuno.

Non potendo parlare di persona, né incontrarsi e far valere il non verbale, il mezzo migliore per trasmettere contenuti emotivi resta la scrittura. Ecco il perché del successo delle lettere scritta a mano, ieri e oggi.

In effetti, in questi due mesi di reclusione, la richiesta di lettere scritte in bella scrittura è aumentata. Così come è successo a me, di scrivere di più a mano per me e per gli altri, il lockdown ci ha fatto riscoprire gesti e attenzioni che ci volevano due mesi di clausura per ricordare e recuperare. Le lettere di auguri, di ringraziamento, le lettere scritte a mano con la calligrafia, in questi mesi come mai hanno trovato cittadinanza nei nostri rapporti.

Esprimere sentimenti in una lettera scritta a mano

Ho eseguito nelle ultime settimane delle lettere calligrafate per augurare buon compleanno, buon pensionamento e buona vita. E altre belle o meno belle scritture per me, per non impazzire, anzi, per tirare fuori del buono dal male che stavamo attraversando. Calligrafia come terapia.

Ho scritto lettere in corsivo italico e american cursive, con inchiostro ferrogallico Persefone rimasto in dispensa e rosso Hamburg. Carta fatta a mano, 100% cotone o cotone e conifera, made in Fabriano dalla cartiera Manualis e dal mastro cartaio Luigi Mecella.

Le occasioni per realizzare queste lettere in bella calligrafia sono state auguri e ringraziamenti. C’è chi ha voluto dedicare belle frasi al figlio per il compleanno dei diciotto anni, chi ha voluto ringraziare una persona cara per quanto fatto nei suoi confronti e chi ha scelto una poesia come regalo di pensionamento.

Perché scrivere (ancora) lettere a mano?

Ho vissuto i tempi in cui si scrivevano lettere a mano a chi era distante. Era emozionante farlo – avevo anche l’età in cui ci si emoziona facilmente – e ancora oggi cerco le opportunità per evitare le glaciali email quando voglio comunicare qualcosa di importante a qualcuno.

Scrivere è terapeutico, per me; ho già sottolineato quanto scrivere aiuti e da quanto lo abbia capito, che la scrittura manuale è parte del nostro essere. Ma ci sono anche bei motivi per scrivere agli altri.

Scrivere lettere, magari in bella scrittura, ci aiuta a disintossicarci dalla tecnologia che, ammettiamolo, ormai è un’indigestione. Scrivere lettere a mano è un modo per non essere dimenticati, perché le email spariranno pur restando nei server: raramente, se non mai più, le rileggeremo. Una lettera di carta invece ci renderà immortali. Poi, oltre il testo, una lettera parlerà di noi perché la nostra scrittura è una seconda voce che nessun bold o italic tipografici di una formattazione elettronica riuscirà nemmeno lontanamente ad imitare. Per non parlare di quanto di bello si può spedire assieme a una lettera. Altro che allegati da scaricare.

Scritto a mano, tutto è più bello, semplicemente. Ma il valore aggiunto più importante di una lettera in bella grafia è il sentimento che solo la scrittura manuale sa trasmettere: non ho scelto un testo per te per stampartelo come chiunque potrebbe fare, ma voglio vestirlo nell’abito migliore – la calligrafia – per renderlo unico e inimitabile. E regalartelo.

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