Si può salvare il mondo dal divano? E la calligrafia può aiutare a salvare il mondo? Sì e no. Dipende sempre da noi, prima che dai nostri ferri del mestiere.
Le Nazioni Unite, nella loro Agenda 2030, con i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile hanno fissato scadenze di medio termine importanti, per l’anno in cui siamo appena entrati.

Sì tratta di obiettivi economici, sociali e ambientali di tutto rispetto. Mire ambiziose, e un tempo limitato per farle divenire realtà, per non dire risicato. Ma nessuno pensi di non poter essere utile nel loro raggiungimento. Nemmeno noi che della calligrafia facciamo la nostra stella polare; ognuno può dare il suo contributo.

Salvare il mondo dal divano di casa

Esatto. Tutti possiamo fare qualcosa per migliorare il mondo. Che, detto fra noi, fa ogni giorno più schifo perlopiù per colpa nostra, e chi davvero potrebbe con poco fare tanto se ne guarda bene dall’intervenire. Ma dobbiamo comunque pensare al nostro piccolo e lavorare per renderlo grande.
Anche senza alzarci dal divano, se vogliamo, per chi può permettersi il lusso di pensare – a salvare il mondo o ad altro – dal divano di casa.

Porre fine alla povertà, combattere ineguaglianza e ingiustizia, ridurre i cambiamenti climatici, non sono obiettivi che da oggi a domani, io e te, possiamo raggiungere. Ma io e te e tanti altri, con la collaborazione di governi e capitali (vabbè, senza sognare non partiremmo nemmeno), possiamo fare la differenza.
Perché il cambiamento inizia da noi. Anche se non ci alziamo dal divano.

Quattro livelli dai più pigri ai più impegnati per un mondo migliore

Il primo livello contempla le azioni più semplici, ma non trascurabili. In questa guida per pigri per uno sviluppo sostenibile si parte dall’ABC: tra i tanti suggerimenti spegnere la luce quando non serve, risparmiare carta moneta e utilizzare pagamenti elettronici, condividere (e non limitarsi al Mi piace) e, ovviamente, cercare di ridurre le nostre emissioni. Facile no? E nemmeno troppo faticoso.

Nel livello due si sale di impegno, per aiutare il pianeta in casa (non per forza sul divano, stavolta). Asciugare i panni all’aria, fare docce brevi, mangiare meno carne e pesce, congelare prodotti freschi, compostare gli scarti e riciclare la carta, preferire prodotti con meno packaging, regolare i termostati più in basso in inverno e più in alto d’estate.

Livello tre, per professionisti del salvataggio, anche fuori casa: comprare locale e possibilmente in maniera intelligente, dov’è possibile anche sostenibile; andare in bici, utilizzare shopper per la spesa e bottiglie riutilizzabili per l’acqua, comprare usato e donare ciò che non si usa.

E infine il livello quattro, per una sostenibilità anche al lavoro. Scoprire i propri diritti e promuoverli tra i giovani, lottare per l’uguaglianza salariale, combattere le discriminazioni e ridurre gli sprechi; incoraggiare la tua azienda ad essere responsabile come lo sei tu.

E molto altro, ovviamente: tutte le strategie per salvare il mondo anche se si è pigri le trovate nella guide delle Nazioni Unite.

Ok. Ma la calligrafia che c’entra?

Che ha a che fare la calligrafia con la tutela del pianeta? Scrivere a mano salverà il mondo? Ovviamente, purtroppo, no. Bastasse così poco. Ma chi pratica la calligrafia ha un occhio di riguardo per l’ambiente, una sensibilità verso ogni forma di vita e un rispetto del prossimo che si notano in tanti piccoli dettagli. A partire da inchiostro e carta.

Scrivere con un inchiostro naturale, come il ferrogallico o un ink a base di acqua e pigmenti o vegetali, riduce – nel suo piccolo – il consumo di petrolio. Questa risorsa non rinnovabile è infatti una componente, soggetta a molte trasformazioni, degli inchiostri industriali e commerciali più facili da reperire. Limitarne l’uso riduce il consumo di un bene la cui disponibilità non è infinita.

In quanto alla carta, beh, il consumo spropositato che ne facciamo noi che scriviamo a mano dovrebbe farci sentire un po’ in colpa. La nostra impronta è pesante, ammettiamolo. Ma non tutta la carta si fa con gli alberi. Penso alla carta di canapa o alla carta fatta a mano a Fabriano.

La migliore carta per scrivere, per chi fa calligrafia, è la carta di cotone, fatta a mano magari. La cellulosa di cotone si ottiene senza abbattere alberi, come quella della canapa o di altre fibre vegetali. Un ettaro di canapa, in una stagione, dà la stessa cellulosa di quattro ettari di foresta in 30 anni. Una sostituzione completa della carta di eucalipto o conifera o altra cellulosa proveniente da alberi con fibra vegetale o cotone non è immediata né, probabilmente, possibile.

Nemmeno per me che a Fabriano ho possibilità quasi illimitate di rifornimento. Ma un passaggio graduale fa bene al pianeta, che con gli alberi respira. E infine, in ultima analisi, ogni rigo scritto a mano è un rigo in meno stampato: meno inchiostro, meno toner, meno carta. Spesso, meno carta nella spazzatura, considerando la vita media della carta stampata. Facciamo la nostra parte, per salvare il mondo. Facciamola al meglio e chi ci vedrà ci seguirà.

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