Il progetto HeyFoo, decore vintage e antiquariato, lo conosco da parecchio, più o meno da quando conosco Sara, la fondatrice. La stessa Sara Salerno presidentessa dell’Associazione Calligrafica Ferrogallico, con la quale collaboro da un po’, che porta avanti parallelamente le due storie. Mettendo un po’ di calligrafia in HeyFoo e un po’ di vintage in Ferrogallico.

HeyFoo, il paese delle meraviglie

HeyFoo è un marketplace che aiuta gli antiquari a vendere on line i loro tesori di homedecor di antiquariato e vintage. Heyfoo non è solo un sito di vendita ma un grande progetto di riscoperta dei tesori e delle tecniche artigianali del passato.

Ogni oggetto racchiude in sé le vite che lo circondano, ogni pezzo racconta la storia delle persone che lo hanno immaginato, creato, usato. E’ questo il grande fascino del vintage. E questo progetto è pensato per dare agli oggetti di antiquariato una nuova vita degna di essere nuovamente raccontata.

I sogni di Sara e l’autoproduzione

Sara conosce la potenza del crowdfunding.
Quando decise di autoprodurre la miniaturista Tiziana Gironi, e il suo Alfabeto bestiale, superò addirittura la cifra richiesta.
E adesso ci riprova, con un sogno che – io che la conosco – si porta dietro da tanto. Realizzare un magazine.

Un magazine autoprodotto

Le parole di Sara illustrano così questo progetto, da finanziare dal basso:

Sogno una rivista che sfogliarla sia un piacere per gli occhi e un nutrimento per la mente. 
Una serie di articoli e di foto che ispirino, facciano viaggiare con la fantasia ma non sognando luoghi lontani ma facendo vedere la nostra realtà con nuovi occhi. 
Scoprire i dettagli nascosti, far amare le imperfezioni e riconnettere con l’unicità. questa sarà la rivista di HeyFoo. 
Due numeri semestrali con fotografi e artisti che prestano la loro creatività per il tema scelto. Ma anche interviste a piccole realtà artigianali e a professioniste che possano dare spunti per vivere al meglio la nostra vita o perché no iniziarne una nuova. 

Perché un progetto autofinanziato?

Perché seguendo i principi dell’eticità e della sostenibilità, gli artisti che lavoreranno al progetto verranno regolarmente pagati e non solo in visibilità.
Potete scommetterci che di calligrafia ce ne sarà, in HeyFoo c’è sempre stata. Se il nome di Barbara Calzolari vi dice qualcosa – e riconoscete la sua mano nel logo stesso di HeyFoo (come anche in quello di Ferrogallico) – lo sapete già.

Ovviamente, io darò il mio contributo, non solo tramite il crowdfunding ma realmente fattivo, per quel che posso e Sara lo sa.

Su Eppela tutte le informazioni e le ricompense per chi vorrà fare la sua parte.

CONTRIBUISCI ANCHE TU!

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