A Fabriano, al Remake Festival, per noi Mastri nel Tempo che giocavamo in casa è stato facile e divertente gestire il mercato storico al chiostro minore del Museo della Carta e della Filigrana.

Un passo indietro. Il Remake Festival, dal 18 al 21 ottobre 2018, ha animato Fabriano con arti e mestieri nell’era digitale. Artigianato, arte, lavoro e agricoltura in un salone naturale dislocato nei monumenti più belli della città del fabbro sul Giano. Quasi cento espositori, conferenze e convegni, coworking ed esposizioni, laboratori e dimostrazioni, concerti e spettacoli. Un respiro internazionale per una Fabriano che sta facendo le prove per l’Annual Meeting del network Creative Cities UNESCO del 2019 e i suoi 400 delegati.

Fabriano, la carta, la scrittura, le arti e i mestieri

Una città, Fabriano che ha finalmente iniziato a investire sul suo patrimonio immateriale, sulle sue competenze artigiane, sulle sue maestranze e il suo know how che il mondo ci invidia ma noi ci preoccupiamo più di quello che fa il vicino di casa piuttosto che di quello che ci chiede il mondo. Il fabrianese è così, che ci volete fare.

Ma ultimamente, vuoi per una nuova amministrazione che sta tentando di rompere col passato, vuoi per un nuovo rinascimento nelle coscienze dei disoccupati, vuoi per il fortuito crearsi di occasioni che hanno messo a confronto intelligenze e manualità, vuoi per eventi come questo Remake (e il prossimo Festival della Carta) che cercano di focalizzare l’attenzione su quello che è il nostro tesoro (la carta, non le lavatrici), si respira un’aria nuova, a Fabriano.

Remake festival, Fabriano racconta mestieri antichi nella modernità

Con i miei soci, gli amici Mastri nel Tempo, nella location più ambita della città – il Museo della Carta di Fabriano – abbiamo allestito un variopinto e affascinante mercato storico come quelli che sappiamo fare noi e che ci rendono così ambiti nelle rievocazioni storiche di mezza Italia. Coordinati dalla nostra brava MonnaCinzia e dal Mastro Cartaio Federico Salvatori abbiamo illustrato a fabrianesi e turisti, a grandi e piccini, a politici e amministratori, ad appassionati e curiosi la filiera storica del libro. Dal cotone a bagno nel pisto alla forma, dalla penna d’oca al ferrogallico, dalla legatura alla concia.

Ci siamo confrontati con le migliori realtà del nostro territorio. Con i ragazzi di Manualis, nuova cartiera in Fabriano, la cui carta che mi hanno gentilmente fatto “assaggiare” mi ha sbalordito per consistenza, colore, superficie, aspetto. Con i vecchi tipografi della Tipografia Gentile che ci hanno fatto stampare a mano su torchi ottocenteschi. Con la famiglia Librari e le loro storie di incisione in solitudine, al buio, su leggii retroilluminati, che in tre generazioni hanno dato vita alle più belle filigrane artistiche in chiaroscuro che meritano giustamente il posto d’onore che hanno all’interno del museo.

E se tutto questo, per noi artigiani è stato facile e divertente, e siamo stati bene a casa nostra come non mai e sicuramente il pubblico se n’è accorto, facile non è stato per l’organizzazione che ha creato da zero o quasi questo evento. L’amministrazione comunale e tutti i suoi partner, i ragazzi di FaCe the Work, i volontari e i protagonisti che hanno messo assieme Tradizione ed Innovazione, Resistenza e Trasformazione, Analogico e Digitale, e li hanno fatti dialogare attraverso le nostre mani per dare a Fabriano una prospettiva nuova. Uno sforzo che ha mostrato la strada da seguire e, se tutti saremo in grado di fare il nostro meglio, avremo da divertirci nei prossimi mesi.