Manuali di calligrafia ne cerco, studio, consulto e accumulo da anni. Nuovi e vecchi, trattati del secolo scorso e modelli contemporanei di bella scrittura, studi di paleografia e cataloghi tipografici. Una passione nata più di un decennio fa che oggi compone una discreta biblioteca che continuo ad alimentare.

Manuali di calligrafia, per iniziare e continuare

Manuali di calligrafia fondamentali, che sono stati pilastri del mio studio e lo restano ogni giorno che impugno un pennino, come Writing and Illuminating and Lettering o Pen Lettering, ma anche Italico per italiani o La Calligrafia della Vinciana Editrice (il mio primo manuale, acquistato al mio primo corso di calligrafia dalle mani di Luca Barcellona). Ma anche l’imponente Calligrafia della Logos, e perché no il vecchio Percossi o il nuovo Calligrafia e Lettering, in casa Hoepli (un nome una garanzia, nei manuali).

Trattati di calligrafia irrinunciabili come Scrivere Meglio o Delle Lettere o Dalla Cancelleresca all’Inglese, intramontabili mirabilia come quello di Antonio Sella Romano o Il Secretario del Camerino e pietre miliari come La Operina o Spencerian Script and Ornamental Penmanship.

La Paleografia del Cencetti e il Thompson Fumagalli; La forma della Scrittura e le Scritture dell’AIAP, Dengo e Barcellona. I campionari Nebiolo. Il Corsivo di Barbara Calzolari e Alessandro Salice.
E faldoni di fotocopie e studi e appunti e, soprattutto, wishlist negli account di librerie online che scrollano e scrollano attendendo tempi migliori o anche solamente tempi e basta.

Opere che ho consumato a forza di sfogliare, i manuali servono a questo, a maneggiarli, esattamente come i manuali di carta di HTML e CSS e jQuery dagli angoli stropicciati e gonfi di post-it quando da ragazzino costruivo siti e nel web non c’erano ancora tutorial.

manuali di calligrafia

Una riflessione sul segno tra i manuali di calligrafia

Nel frattempo ci siamo goduti l’estate. Una gran bella estate, almeno dalle mie parti. Agosto è stato un mese di letture sotto l’ombrellone e ho scelto di portare in valigia – tra le altre letture – non uno dei tanti manuali di calligrafia ché tanto non avrei esercitato se non sulla sabbia, ma una riflessione sulla scrittura.

Con la felice coincidenza di un’uscita editoriale estiva, ho approfittato di questo libro sul gesto grafico: un contributo editoriale sulla calligrafia non per insegnarne teorie e tecniche o storia e strumenti, ma per considerare cosa sia o non sia la calligrafia, per fare chiarezza su definizioni e posizioni, per dare voce a voci importanti attraverso le loro opere e per allargare lo sguardo sul mondo della calligrafia attraverso punti di vista qualificati e una buona bibliografia (chi studia, è la prima parte del libro che apre, di solito).

Chiara Riva, Il senso della linea

Il senso della linea. Scrittura e calligrafia nell’era digitale è il libro in questione, opera di Chiara Riva edita da UXUniversity, Roma, giugno 2019 (160 pagine, colori, brossura). Fin dalla prefazione si chiarisce di cosa parliamo quando parliamo di calligrafia (lo fa Francesca Biasetton) e cosa la calligrafia non è. Non un saggio né un manuale, ma una panoramica sulla calligrafia e la scrittura a mano in Italia.

Chiara Riva distingue calligrafia da lettering da caratteri tipografici e font, tanto per iniziare col piede giusto. Parla di lettere e leggibilità, di composizione calligrafica e testi come immagini. Ripercorre le tappe fondamentali delle innovazioni di processo e prodotto che hanno accompagnato la scrittura manuale verso l’universo digitale e presenta una bella galleria seguita da una preziosa bibliografia.

Una pubblicazione agile ma curata che mette i puntini sulle i. Un’occasione per confrontarsi con visioni informate e autorevoli in una cornice – quella costruita da Chiara Riva – che a me è sembrata sincera e onesta, oltre che appassionata. Io non conosco l’autrice se non di fama; non ho mai avuto modo di incontrarla, ma se le parole che leggo esprimono la sua persona credo sia bello avere a che fare con lei.

Una lettura estiva per un autunno migliore

L’estate ancora non è finita. I manuali di bella scrittura, almeno nei mesi più caldi, restino pure al loro posto (a portata di mano, appunto) per qualche altro giorno. Concediamoci una lettura complementare per affrontare l’autunno col giusto stile, aumentare il valore della nostra biblioteca e la consapevolezza con cui teniamo la penna, con cui ci esprimiamo attraverso il gesto grafico.

L’estate è sempre un buon periodo per fare riflessioni sulla calligrafia. Questo libro, invece di saziarmi, mi ha messo fame di scrittura; mi piace pensare che fosse questo lo scopo dell’autrice. Così non fosse, sarebbe un’eterogenesi dei fini niente male.

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