Inchiostro nero, inchiostro calligrafico ferrogallico, ne produco da un po’ e qualche soddisfazione me la sono presa. Ma ogni calligrafo conosce i limiti del ferrogallico e, da quando ho iniziato a studiare per sintetizzare un inchiostro per calligrafia nero ferrogallico, sto cercando di superarli.
Oggi il mio ferrogallico Persefone lo spingono gran belle mani del mondo della calligrafia e vi intingono i loro Nikko G dita di tutto rispetto. Michael Sull o Barbara Calzolari, per dirne un paio.

Sulla qualità di Persefone ho ricevuto molte buone impressioni. Le vendite di questo inchiostro per calligrafia sul mio shop Etsy me le hanno confermate. Migliorare però si può, e si deve. Chiaramente, da solo non supererei l’esistente: ho coinvolto in quest’avventura chimici, farmacisti, speziali e paleografi, calligrafi e tintori, che hanno lavorato per me per darvi l’inchiostro nero ferrogallico che tanto è piaciuto agli amanti della calligrafia con cui ho avuto a che fare.
Da soli si va più veloce, ma assieme più lontano.

Un inchiostro nero calligrafico contro i limiti del ferrogallico

Non sono uno che scarta grasso quando si tratta di inchiostro per fare calligrafia. Tendenzialmente, per me, per ogni stile va bene il ferrogallico. Ma io sono di parte, e anche molto limitato. Se chiedete a una brava vi risponderà (tra le tante altre cose che meritano di essere ascoltate) che per ogni calligrafia c’è un inchiostro. E a dirla tutta, un foundational in ferrogallico sarebbe probabilmente troppo anche per me.

Un inchiostro per scrivere calligrafia come il ferrogallico, tra i tanti pregi, ha ovviamente i suoi difetti. Non sarebbe reale non avesse limiti. In fondo ci piace anche per questo. L’acidità di questo iron gall ink attacca il metallo dei pennini con una certa voracità e anche sul supporto cartaceo o membranaceo le reazioni chimiche possono provocare delle corrosioni. Ora, se la mia mano dalla sensibilità ostrogota, con un Brause da 3mm su carta Fabriano da combattimento ancora calda di macchina in piano, trascura più o meno allegramente questi limiti, un delicatissimo Nikko G su un prezioso penholder che balla su un’elegante carta Clairefontaine soffre eccome. E se non si scrive col ferrogallico in Spencerian…

Poi, per quanti filtraggi attenti e sottili possa effettuare, il ferrogallico è un inchiostro sporco. Il residuo delle noci di galla – e di altre sostenze in sospensione – è davvero dura da aggirare. Questo, oltre a danneggiare le delicate meccaniche delle penne stilografiche, con i pennini può dar vita a tratti calligrafici grezzi. Poco consoni alle calligrafie più eleganti. Questi i limiti da superare, queste le criticità emerse nel tempo cui ho cercato di far fronte.

inchiostro nero tannico

Inchiostro nero tannico per l’Associazione Ferrogallico

Da Fabriano un inchiostro nero tannico 100% naturale, per calligrafie raffinate

L’Associazione calligrafica Ferrogallico, con la quale collaboro da un po’, per l’unica data di Michael Sull in Europa – a Fabriano – ha pensato di fornire dell’inchiostro sottile e artigianale ai partecipanti. Il mio ferrogallico Persefone, già che ero di casa.
Intercettando qua e là, nel tempo, le criticità sulla fluidità, il residuo e l’acidità del ferrogallico ho provato – sempre in team con chi ne sa più di me di chimica, storia e calligrafia – a creare qualcosa di nuovo e migliore, sotto questi punti di vista. Un inchiostro nero tannico completamente naturale, vegetale, persistente e brillante, pensato per i tratti sottili e le esigenze dello Spencerian.
I risultati sotto le dita delle mie simpaticissime e involotarie beta tester del nuovo inchiostro, al corso di Spencerian, sono stati incoraggianti. Entusiasmanti, anche. A questo punto era più facile non cominciare che fermarsi.

Demetra: tratto calligrafico limpido e sottile, una scrittura fluida, brillante e persistente

In linea con la traccia mitologica che mi ha accompagnato nel creare Persefone, ho dato a questo nuovo inchiostro – con l’arrivo dell’estate – il nome di Demetra, madre di Persefone, dea del grano, della Madre Terra. Perfezionato nei dettagli, ho definito l’inchiostro Demetra “nero tannico” (dicitura presa in prestito da un’etichetta di inchiostro del ventennio pescato in un mercatino di antiquariato).
Naturale al 100%, privo di noci di galla, fluido scorrevole e limpido, non lascia depositi e non corrode tanto quanto un ferrogallico tradizionale. Brillante e persistente, lucido anche da asciutto, può scorrere anche all’interno di penne stilografiche; è realizzato a partire da ricette rinascimentali, adeguate alla chimica moderna, totalmente privo, in ogni componente, di sostanze animali o di origine animale.

Una buona mano può tracciarvi linee spesse meno di un capello. Michael Sull ha utilizzato questo ink in via esclusiva per tutta la durata del suo corso in Italia, su carta Fabriano industriale, liscia, ruvida, più o meno collata, avoriata e addirittura fatta a mano. I risultati, sbalorditivi, sono dipesi ovviamente dalla sua mano, ma prima di andarsene mi ha chiesto una mezza litrata del mio inchiostro da portarsi a casa in USA.

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Il mio inchiostro calligrafico Demetra su Etsy

Demetra è stato prodotto in una modesta quantità ed è disponibile sul mio shop ETSY. Un primo lotto, composto da un quantitativo molto limitato di barattoli in vetro – tappo a vite in plastica, capacità elevata (50ml) – di ink nero tannico per bella scrittura Demetra è già disponibile.
Parliamo di un inchiostro di alta qualità, realizzato a mano alle porte dell’estate 2018. Di un prodotto 100% naturale, a base d’acqua, ottenuto con tannini estratti da ingredienti naturali, vegetali, totalmente privo di sostanze animali o di origine animale.

L’inchiostro è disponibile sul mio shop ETSY qui: https://www.etsy.com/it/listing/624360437/inchiostro-nero-tannico-per-calligrafia (dove trovate anche Persefone e il vecchio classico ferrogallico di primavera).

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