Il mio background è quello che è e graffitishop l’ho conosciuto a inizio millennio. Prima c’era Aelle e poco altro, ma quello di quei tardi Novanta era un mondo che chi non l’ha vissuto e sente parlare solo oggi di Doppia Acca non può immaginare. Se cercavi spray, comunque, in quella fine millennio e vivevi nel deserto in cui vivevo io non avresti trovato di meglio delle Happy Color. Tra le pagine del magazine icona di quegli anni di Old School scoprimmo però che quelle pitture, che ancora non sapevamo bene come chiamare e per noi erano semplicemente ‘i pézzi ma non sbagliavamo di molto, che avevano dell’incredibile solo stampati su carta patinata, erano rese possibili anche grazie a strumenti professionali. Spray.

Su Aelle ci trovavi la pubblicità di rivenditori di Dupli Color e Belton Montana; Riskin, che spediva da Locri, poi arrivò Temafer dall’Abruzzo, col suo logo throwup che copiammo in tanti. Si pagava in contrassegno, erano gli anni Novanta. Alla fine pensammo che la SOS crew – l’unico treno marchigiano pubblicato nei primi numeri di Aelle era roba loro – si dovesse rifornire non troppo lontano e partimmo alla ricerca, con esiti positivi. Era infatti più facile prendere il treno e, a Civitanova Marche, fare la spesa nell’unica ferramenta della zona che vendeva le Dupli Color. Erano il massimo, per noi, allora: il bianco copriva il nero, e ci bastava.

Graffitishop. Online since 2002

Poi è arrivato graffitishop, Dal 2002 online, con le sue Montana Hardcore, e niente è stato più come prima. Si potrebbero scrivere libri, su quegli anni, e i testimoni ne conosceranno sicuramente di ottimi, in circolazione. Per quanto mi riguarda, sono sempre stato scarsissimo come writer e, per fortuna, ho praticato poco, anche se me li sono goduto goccia a goccia quegli anni. La mia storia con il writing è finita quindi pochi anni dopo, lentamente, trasformandosi in qualcos’altro che non era writing ma senza writing non sarebbe stato.

Nonostante non perda occasione, ancora, per godermi tutti i Montana Store che mi capitino a tiro, con graffitishop.it non ho più avuto a che fare. Fatta eccezione per una bella sponsorizzazione che, una decina di anni fa, graffitishop fece a un festival che ridipinse mezzo mio paese, il Fast Forward; un progetto durato purtroppo poco, ma che scrisse, con vernice e tigna, dal 2010 per quasi un lustro, pagine importanti della storia urbana settempedana e che ricordo con tanto affetto.

graffitishop

Graffitishop, online dal 2002. Ma in vent’anni i gusti cambiano e gli anni (dei writer, anche) passano

Nel frattempo, il servizio più amato dai writer italiani si è guardato attorno e ha messo su nuove sezioni per accontentare i palati più esigenti. Quindi un vasto assortimento per la calligrafia, con un occhio di riguardo per chi alla bella scrittura arriva partendo dall’aerosol art – quindi markeroni a scalpello, sketch Books, ma anche basilari pennini e inchiostri, ovviamente – e per chi cerca esperienze fusion in odore di calligraffiti.

Poi un piano editoriale che, oltre a coinvolgere copywriter che sanno il fatto loro e sanno con chi stanno parlando (che è già una buona parte del lavoro di un Copy), produce contenuti originali lasciando parlare i protagonisti della Scena che diventano personal shopper. E quando dico Scena, chi l’ha vissuta, sa a che mi riferisco; ecco perché i protagonisti di cui sopra hanno la mia età 😁.

Malinconici acquisti per outfit da BBoy

Tuttavia, già dalla description, la mission odierna di graffitishop è chiara: “Più di 200 brand di streetwear e sneakers, acquista tutte le novità più ricercate su Graffitishop. Consegna e reso gratis. Solo originali”. Il redirect della home alla sezione abbigliamento streetwear lo conferma. E quindi, per chi come me ha appeso gli spray al chiodo e i markers a scalpello li conserva solo per strizzarli sulle lavagne a fogli mobili nei corsi di calligrafia, graffitishop oggi è più che altro un ecommerce di brand streetwear.

Poi, complici i saldi e il panorama che va dalla calligrafia all’editoria dell’ecommerce dei writer e non solo, qualche giorno fa ho acquistato un capospalla da loro. Ecco perché ne parlo oggi, una semplice recensione a cinque stelle su Google non mi bastava.
Una spedizione giunta a destinazione in dodici ore e Pavia non è proprio a due passi da Fabriano, un’abbondanza di stickers e la nostalgica Goleador perché sanno con chi hanno a che fare, la comunicazione dettagliata e il tono friendly me l’hanno fatto diventare un’esperienza, più che un acquisto, di cui ho piacere a parlar bene a mia volta.

Ma per chi è dei miei – nei Novanta si diceva così e la malinconia ci ferma la cottura, dopo una certa età – graffitishop è ancora sinonimo di Montana Hardcore. Poi ben vengano calligrafia e streetwear, ma con i marker della Molotow ancora mi diverto di più a fare le tag, che non il ductus.

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